MUSEO NACIONAL DE BELLAS ARTES
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MICHELE CASCELLA
Opere 1907/1987
Mostra: Michele Cascella. Opere 1907/1987
Luogo: Buenos Aires, Museo Nacional de Bellas Artes
Inaugurazione:
4 ottobre 2000, ore 18,30
Durata:
dal 5 ottobre al 5 novembre 2000
Orario: Martedì/Domenica dalle 9 alle 18,00
Catalogo:
Torcular, Milano
COMUNICATO STAMPA
Dopo essere stata ospitata, all'interno del progetto Arte italiana nel mondo promosso dalla Torcular, presso il Museu Nacional de Belas Artes di Rio de Janeiro e al Memorial da America Latina, Galeria Marta Traba di San Paolo, si è inaugurata il 4 ottobre alle ore 18,30, presso il Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires la mostra di dipinti di Michele Cascella - Opere 1907/1987.
Questa mostra, realizzata grazie alla partecipazione dei Ministeri degli Esteri di Argentina ed Italia, presenta, attraverso settanta opere eseguite fra 1907 e 1987, l'intero iter creativo dell'Artista. Si tratta di un ritorno perché proprio in Sudamerica,durante gli anni '10, Michele Cascella, con il fratello Tommaso, ha iniziato ad allestire le sueprime mostre personali fuori dai confini nazionali segnando l'avvio di una felice avventura artistica che lo avrebbe condotto a lavorare ed esporre in varie parti del mondo.
"Io racconto. E che altro dovrebbe, se no, fare un artista? L'artista racconta. Sempre. E guai all'artista che non racconta. Mah? E' poi artista chi non sappia raccontare? Oggi i raffinati dicono tutto il contrario; ma io -che come è noto- sono un primitivo, io non ci credo e credo anzi che l'artista, che il poeta insomma, deve raccontare. Altrimenti non è un artista, è un sordomuto.
I motivi propri dell'ambiente, gli stati d'animo, le particolari osservazioni e persino i suoni e gli odori, si tramutano e danno un'atmosfera che oggi -mi sembra- è tutto colore, colore e luce."
Così scriveva Michele Cascella circa quarant'anni fa nel pieno del fervente dibattito artistico del tempo, opponendosi alle avanguardie ed enunciando la poetica cui è rimasto fedele per tutta la sua lunga, esaltante, feconda esperienza artistica. La sua pittura si distingue infatti per la gioiosa vitalità che comunica e per la sempre felice semplicità espressiva che tocca tutte le corde dei sentimenti. Ed è il colore -un colore solare, intriso di luce, puro- che si fa portatore sulla tela, con candida naturalezza, di questa carica vitale. Fu il padre Basilio, durante l'apprendistato nei primi anni del secolo, ad insegnare a Michele Cascella a "pittare" l'aria, a prendere la natura come continuo modello, a tradurre sulla tela ogni "piccola sensazione" della realtà naturale.
Nato a Ortona (Chieti) nel 1892, Cascella iniziò difatti giovanissimo a dipingere e già nel 1907 espose a Milano presso la Famiglia Artistica. Il pastello, che seppe utilizzare con incredibili ed inimitabili virtuosismi, fu la sua tecnica preferita di questa stagione formativa, anche se, fin da ragazzo, sperimentò tutte le tecniche artistiche. Durante la prima guerra mondiale, ritrasse alcuni scenari di vita militare al fronte e diverse di queste prove sono attualmente conservate al Museo del Risorgimento e Raccolte Storiche di Milano.

Fu comunque nel periodo compreso fra i due eventi bellici mondiali che la sua attività artistica raggiunse quella notorietà ancora oggi così viva. Nel 1924 espose per la prima volta alla Biennale di Venezia e Parigi, Londra, Bruxelles ospitarono in successione sue mostre e sue opere vennero acquistate dal Museo Luxenbourg e dal Jeu de Paume di Parigi e dal Victoria and Albert Museum di Londra. A partire dal 1933 collaborò con il "Corriere della Sera" con una serie di disegni al tratto di località italiane e quattro anni dopo vinse la medaglia d'oro all'Exposition Universelle di Parigi.
Nell'immediato secondo dopoguerra Cascella intensificò le personali all'estero: Buenos Aires, Montevideo ed altre città sudamericane conobbero la sua opera, esposta durante gli anni '50 e '60 con periodicità anche a Parigi. Intanto presero corpo quei contatti con gli Stati Uniti che costrinsero l'artista, a partire dal 1959, ad alternare lunghi soggiorni in terra californiana, dove era rappresentato dalla Galleria Juarez, a periodi di permanenza in Europa. Il suo evidente e meritato successo fu contrassegnato da un progressivo distacco dalla vita artistica nazionale che lo portò ad una situazione di netto, ma felice isolamento.
La mostra proseguirà poi per Montevideo e Buenos Aires, dove verrà ospitata presso i rispettivi Musei di Belle Arti, Santiago del Cile, Caracas, Città del Messico ed altre importanti capitali sudamericane.
Il catalogo, trilingue (portoghese, italiano e spagnolo) è edito dalla Torcular e contiene saggi di Fabio Magalhães, Maurizio Fagiolo dell'Arco e Vittorio Sgarbi e repertori bibliografici e catalogo delle opere esposte a cura di Giuseppe Bonini.
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Con il patrocinio dei
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
della Repubblica Italiana

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
della Repubblica Argentina
con il contributo di