Arthur Omar e Antonio Pedretti
AZZURRO AMAZZONIA
Mostra: Arthur Omar e Antonio Pedretti, Azzurro Amazzonia
Luogo: Lima, Casa Nicolás de Ribera "El Viejo"
Inaugurazione: 9 gennaio 2002, ore 19
Durata: 10 gennaio - 12 febbraio 2002
Catalogo: Torcular, Milano

Comunicato stampa

Alle ore 19 del 9 gennaio 2002 si inaugurerà a Lima presso la Casa Nicolás de Ribera “El Viejo” una mostra composta da dipinti di Antonio Pedretti e da fotografie di Arthur Omar dal titolo Azzurro Amazzonia, che fa seguito a quelle tenutesi presso il Museu Nacional de Belas Artes di Rio de Janeiro (3 aprile/3 maggio 2001), al Salao Branco del Congresso Nacional di Brasilia (23 maggio/15 giugno 2001) e al Museo Nacional del Bellas Artes di Buenos Aires (5 settembre/3 ottobre 2001).

La rassegna presenterà trenta opere per ciascuno dei due artisti, che nel corso del 2000 hanno compiuto insieme un avventuroso viaggio nel pieno della foresta amazzonica cogliendone profonde emozioni e palpitanti sensazioni. Le opere esposte esprimono l'incontro di due artisti che, muovendo da diverse esperienze artistiche e provenendo da tradizioni culturali lontane, si sono ritrovati accomunati dal desiderio di affrontare un visibile naturale magico ed affascinante, qual è quello dell'Amazzonia, e di confrontarsi attraverso i differenti mezzi espressivi impiegati, la pittura l'uno, il medium fotografico l'altro. Il risultato è un dialogo fra stati d'animo, fra seducenti vibrazioni di azzurri spazi aperti e di lussureggianti trame vegetali, fra immagini grondanti di materia e gestualità ed immagini metafisiche di scorci incredibilmente poetici. Del resto i due artisti hanno da tempo un costante rapporto con il mondo naturale e la dimensione quasi surreale delle atmosfere amazzoniche non poteva non alimentare le loro grandi capacità creative.

Nato in Brasile nel 1948 Arthur Omar, artista con interessi che variano dal cinema al video (cfr. mostra al MOMA di New York del 1999), dal disegno alla fotografia, alterna una crudezza documentaria a radicali sperimentazioni linguistiche. Il punto di incontro di queste ricerche è la volontà di costruire situazioni iconiche in cui si attivi un interscambio psicologico con lo spettatore. Non a caso, le sue foto in mostra, di un lirismo volutamente esasperato, sono di grande formato (mediamente 100x150 cm), così da coinvolgere totalmente chi le guarda e trascinarlo dentro l'immagine.

L'opera di Pedretti (nato a Gavirate, Varese, nel 1950) affonda invece le sue radici nel naturalismo di tradizione lombarda rivisto attraverso la storia europea del genere (Constable, Turner, Segantini, Morlotti). La grandiosità del paesaggio amazzonico e la ricchezza dei contrasti cromatici suggeriti dalla lussureggiante vegetazione hanno dilatato la forza e l'ampiezza della gestualità e la carica emotiva che già caratterizzavano i suoi precedenti dipinti. Ma è soprattutto il ductus pittorico a farsi più sofferto e partecipato con la materia coloristica colpita, graffiata, ferita al punto da sembrare restituire il faticoso cammino, a colpi di machete, nella foresta. Il catalogo, trilingue (portoghese, spagnolo e italiano), edito dalla Torcular di Milano, contiene le riproduzioni a colori di tutte le opere esposte e testi di Achille Bonito Oliva e Fabio Magalhães.


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