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A ZAGABRIA |
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Mostra: Mario Schifano/Musa ausiliaria
Curatore: Achille Bonito Oliva Sede: Zagabria (Croazia), Museo Mimara. Inaugurazione: 3 novembre 2000, ore 18,00 Durata: 4 novembre - 17 novembre 2000. Organizzazione e catalogo: Torcular, Milano - www.torcular.it |
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Dopo essere stata ospitata, all'interno del progetto Arte italiana nel mondo promosso dalla Torcular, presso la Fondazione Memorial da América Latina di San Paolo del Brasile, il Museo di Belle Arti di Buenos Aires, il Museo Carrillo Gil di Città del Messico, il Centro Wifredo Lam dell'Avana, il Fondo Cultural Cafetero-Museo del Siglo XIX di Bogotà, l'Università di Salamanca e di Leon, in Spagna, il Centro Cultural Casa de Vacas di Madrid, il Centro di Arte Moderna di Varsavia, il Museo Archeologico di Cracovia, l'Istituto Italiano di Cultura di Praga, all'Università di Arti Applicate di Vienna, la Galleria d'Arte Moderna di Fiume, la Galleria d'Arte Moderna di Osjiek (Croazia), la Galleria Civica di Lubiana (Slovenia), la Galleria della Costa di Pirano (Slovenia), la Sala espositiva dell'Università di Maribor (Slovenia), s'inaugura il prossimo 3 novembre, alle ore 18, presso il Museo Mimara di Zagabria (Croazia) la mostra di Mario Schifano Musa ausiliaria.
Raccogliendo sotto questo titolo un ciclo di opere realizzate nel 1996, l'artista intendeva rendere omaggio a quella fonte inesauribile di immagini che è sempre stata per lui la televisione quale unica "vera" realtà totalizzante. Ed anche la quantità di immagini esposte punta a restituire l'idea della presenza ormai ossessiva dal mezzo televisivo. La rassegna, che si avvale del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dell'Ambasciata d'Italia in Croazia, dell'Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e della Fondazione Mario Schifano, si compone infatti di una quarantina di tele di grande formato (150x200 cm) e di oltre un migliaio di immagini fotografiche rielaborate manualmente da Schifano. In quanto artista della nostra epoca tecnologica, Schifano ha utilizzato in diverse occasioni una strumentazione adeguata alla contemporaneità, il cinema o la fotografia, ma poi ha sempre rielaborato il tutto con l'occhio e la mente del pittore. Così, mentre verso la fine degli anni '60 si era limitato ad estrapolare dai programmi televisivi singoli fotogrammi, a decontestualizzarli sottraendoli al loro continuum sequenziale e a proiettarli sulla tela come immagini-simbolo del nostro tempo, nel caso di queste opere è invece intervenuto direttamente sulle immagini contrassegnandole con una gestualità pittorica che voleva quasi essere un commento. Nato in Libia nel 1934, ma trasferitosi ben presto a Roma, dove é morto nel gennaio del 1998, Schifano può essere considerato uno degli artisti italiani più conosciuti all'estero. Ha cominciato ad imporsi all'attenzione della critica nel 1960 esponendo i primi "monocromi" realizzati su carta da imballaggio ed incollati su tela. Dopo una parentesi dovuta ad un soggiorno negli Stati Uniti, nel 1964 ha partecipato per la prima volta alla Biennale di Venezia. L'influenza della Pop Art americana é risultata fondamentale negli ulteriori svolgimenti del suo linguaggio, soprattutto nei lavori in cui ha preso a prestito, per isolarle dal loro contesto, scritte pubblicitarie come quelle della "Esso" o della "Coca-Cola". Di qui in poi l'artista ha lavorato per cicli tematici (Paesaggi anemici, Futurismo rivisitato, Ossigeno ossigeno, Oasi, Compagni compagni, etc.) ed ha accentuato il suo interesse verso la rivisitazione della storia dell'arte filtrata dalle immagini che di questa rendono i mass media e le illustrazioni dei libri. Durante gli anni '70 ha realizzato soprattutto dei d'après, per poi ritornare al piacere della pittura con le serie Al mare e Quadri equestri. L'ultimo decennio della sua attività è stato contrassegnato dalla felice e sontuosa espressività di una pittura che sembrava crescere su se stessa vivendo di un'interna energia e conquistando lo spazio con le sue lussureggianti preziosità cromatiche. Innumerevoli sono le sue mostre personali ed altrettanto numerose sono le sue partecipazioni alle grandi manifestazioni artistiche internazionali. Alla mostra si accompagna un ricco catalogo a colori trilingue (inglese, spagnolo e portoghese) edito dalla Torcular con testo critico di Achille Bonito Oliva e repertori bio-bibliografici di Giuseppe Bonini. |
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